La Cascina e Via Anelli
La Cascina e Via Anelli
Il viceministro De Luca in visita al "Bronx" di Padova. Per l’Herald Tribune è una "barriera all’integrazione"
«La ricetta del muro va esportata per combattere la delinquenza»
Padova

Via Anelli conquista la prima pagina dell'Herald Tribune. "In Italia, una barriera al crimine e all'integrazione", titola il prestigioso quotidiano americano annunciando il servizio di Elisabetta Povoledo. «Non è uno strumento di segregazione - spiega alla giornalista il sindaco di Padova Flavio Zanonato - Abbiamo solo voluto limitare l'attività degli spacciatori: è solo qualcosa di più difficile da oltrepassare da parte dei venditori di droga». Il servizio dell'Herald offre spazio anche all'opinione di un residente. «Che genere di vita è questa? - si chiede Michael Nancy, immigrato giamaicano-nigeriano residente nei palazzoni di via Anelli - Io qui non ci vedo futuro».

Il muro di metallo di via Anelli continua ad attirare anche le più importanti emittenti nazionali. Una troupe di Rai Educational guidata dal regista Alberto D'Onofrio, ieri in tarda mattinata si è recata nel residence "Serenissima" per catturare immagini di vita quotidiana dell'ormai famoso ghetto padovano. Sempre ieri, il complesso Serenissima è stato visitato dal sottosegretario alla Solidarietà sociale Cristina De Luca. «La recinzione di metallo potrebbe diventare lo strumento per combattere altre gravi situazioni di spaccio presenti nella nostra penisola», ha commentato. «Quello che i giornali hanno chiamato muro di ferro - commenta De Luca - altro non è che una normale barriera di lamiera che hanno anche alcune villette del litorale romano. La cosa che più mi ha colpita è stato, invece, il degrado urbano e sociale in cui versa il residence Serenissima. Sono arrivata a Padova per capire e vedere se è possibile da parte del Governo stanziare un finanziamento in favore del Comune per portare a compimento il prima possibile l'operazione di bonifica di via Anelli ».

Il sottosegretario si è poi recato nella parrocchia di San Pio X, dove ad accoglierla c'era un nutrito gruppo di ragazzi del Grest insieme al parroco don Pietro Rota. Parroco che ogni domenica a mezzogiorno celebra una messa per la comunità nigeriana. Successivamente Cristina De Luca è stata ricevuta dal prefetto Giampaolo Padoin e dal questore Alessandro Marangoni e a palazzo Moroni dal sindaco Flavio Zanonato. «Certo - spiega il primo cittadino - un aiuto da parte del Governo per accelerare l'opera di bonifica di via Anelli alla nostra amministrazione comunale farebbe molto comodo. Significa avere il denaro, che potrebbe essere intorno ai 10 milioni di euro, per costruire subito 120 case di edilizia pubblica residenziale. Tuttavia - prosegue Zanonato - noi possiamo vagliare anche proposte da parte di privati. In pratica, se una catena di imprenditori ci offre di sistemare una sessantina di nuclei familiari di via Anelli , non però mettendoli tutti in uno stesso edificio, perchè noi vogliamo evitare il ripetersi di un ghetto, può nel tempo avere la possibilità di costruire sull'area attualmente occupata dal complesso Serenissima». Intanto domani Padova riceverà anche la visita del ministro alla Solidarietà sociale Paolo Ferrero.

Ma esiste anche l'altra via Anelli . Quella che l'integrazione la realizza da anni, in silenzio e sottovoce, a fari spenti ma concretamente, nella quotidianità. È "La Cascina", una struttura nata all'estremità della strada che ospita il complesso Serenissima, in via Dabormida, grazie all'associazione "Renato Franco" e alla parrocchia Pio X. Un centro per il sostegno educativo dove, da sei anni a questa parte, ogni pomeriggio, vengono ospitati ragazzi dai 6 ai 13 anni, italiani e stranieri. «Siamo una piccola goccia - racconta don Pietro, quasi schernendosi, che da cinque anni è prete nella parrocchia del Bronx padovano - Con la riapertura delle scuole contiamo di poter ospitare circa 35 ragazzi, metà dei quali stranieri».Don Pietro racconta il suo lavoro, quello dei tanti volontari, dei cinque operatori professionali e dei tirocinanti universitari che compongono lo staff della "Cascina".

Dalla solidarietà sociale alla curiosità. Il caso di via Anelli ha ispirato la realizzazione di un gioco in scatola. Si chiama "Pusher's Street", nome mutuato dalla nota via di Copenaghen dello spaccio libero. A produrlo sono giovani padovani vicini agli ambienti no global. Si tratta del classico percorso circolare da compiere con le pedine, tirando i dadi, con l'obiettivo di vendere e comperare più droga possibile conquistando il dominio della via .

Marco Aldighieri

Matteo Bernardini

Edizione del 2/9
 IL GAZZETTINO