QUALI SONO LE TRASFORMAZIONI NELLA SCUOLA?
QUALI SONO LE TRASFORMAZIONI NELLA SCUOLA?

LA LEGGE 133. ART. 64 (Decreto Gelmini)

Nel marasma dell’informazione e della controinformazione che caratterizza questo momento cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sulle prospettive che coinvolgono la scuola a partire dal prossimo anno scolastico.

La Legge 133, ovvero all’art. 64 la Riforma Gelmini, è inserita nel quadro più ampio di un Piano Programmatico inserito nella Manovra Finanziaria approvata in agosto. Tale Piano prevede alcune azioni che coinvolgono anche più Ministeri contemporaneamente in un’ottica di lavoro di rete.

Rispetto all’Istruzione il Piano prevede alcune azioni che sono state decise di concerto con il Ministero delle Finanze.

Per quanto riguarda l’Istruzione il Piano prevede:

OBIETTIVO: recuperare la qualità dell’Istruzione

RISULTATI ATTESI: rendere efficiente la struttura scolastica attualmente considerata in difficoltà rispetto all’offerta formativa e all’assetto organizzativo.

STRUMENTI: azioni di revisione, riordino, essenzializzazione dell’intero quadro normativo, ordinamentale, organizzativo e operativo.

Nello specifico per quanto riguarda gli strumenti il Piano prevede:

   1. revisione degli ordinamenti scolastici
   2. riorganizzazione delle sedi scolastiche
   3. riorganizzazione dei centri territoriali per l’educazione permanente
   4. razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane

Analizzando ognuno degli strumenti è possibile ipotizzare  le ricadute, in termini di organizzazione giornaliera, che possono avere sulle famiglie e che tipo di informazioni è bene che vengano richieste, già adesso, ai vari Istituti per prepararsi a scegliere anche valutando cambi di scuola con la fatica sia a livello relazionale che a livello organizzativo che questo può comportare per i ragazzi.

REVISIONE DEGLI ORDINAMENTI SCOLASTICI

 Chi comincerà l’anno prossimo i vari ordini di scuole (materna, elementare, medie e superiori) si troverà una serie di cambiamenti sia a livello di orario e gestione della classe, che a livello di contenuti. I bambini ed i ragazzi che hanno già cominciato il ciclo continueranno con la vecchia modalità fino al termine del ciclo stesso.

Schematicamente i principali cambiamenti previsti sono i seguenti:

Scuola dell’infanzia (ovvero la scuola materna): utilizzo del maestro unico e revisione dei programmi intorno a questa figura, orario del servizio solo nella fascia antimeridiana (8.30-12.30).

È ragionevole pensare che le scuole cercheranno di mantenere anche la fascia pomeridiana, ma occorre informarsi già adesso se prevedono di poter attivare tale possibilità.

 Scuola primaria di I grado (ovvero le elementari): utilizzo del maestro unico e revisione e riduzione dei programmi in funzione di tale figura, riduzione del monte orario scolastico a 24 h.

L’aspetto che preoccupa maggiormente alcune  famiglie si riferisce alle competenze del maestro unico e alla riduzione dell’orario.  Il Piano Programmatico prevede: “resta aperta la possibilità di una più ampia articolazione del tempo scuola tenuto conto della domanda delle famiglie e della dotazione organica, assegnata alle scuole.”

Per quanto riguarda le classi successive alla prima, anche questi moduli sono  suscettibili di cambiamento, a seconda del punteggio di graduatoria in cui si trova ogni singolo insegnante: questo significa che pur continuando con la pluralità degli insegnanti, l’anno prossimo i bambini e le famiglie si potrebbero a dover gestire comunque cambiamenti all’interno del modulo di riferimento.

Le famiglie ed i bambini sono già abituati in realtà a moduli in trasformazione dal momento che è abbastanza raro che un modulo rimanga stabile per 5 anni, allo stesso tempo viene introdotta questa variabile in più di cui tenere conto e a cui preparare i bambini che potrebbero essere disorientati dai cambiamenti.

È fondamentale quindi che fin da adesso i genitori si informino presso gli Istituti sulla prevista organizzazione per il prossimo anno.

Scuola primaria di II grado (ovvero le medie): riduzione dei programmi, riduzione dell’orario a 29 ore, rispetto alle 32 attuali.

Anche i corsi con orario prolungato “saranno ricondotti all’orario ridotto qualora gli Istituti non possano garantire i servizi e le strutture per lo svolgimento obbligatorio di attività in fascia pomeridiana per almeno tre giornate a settimana”.

La futura composizione delle cattedre avverrà su macro aree, ad es. umanistico-letterarie, scientifico tecnologiche e linguistiche e quindi gli docenti potranno insegnare materie affini alla propria preparazione di provenienza.

Scuole superiori: riduzione degli orari e dei programmi per tutti i tipi di scuole (29 ore per i licei, 32 al massimo per le scuole tecniche e professionali comprensive delle attività di laboratorio).

Inoltre è previsto l’annullamento delle specificità territoriali e accorpamento per macro aree dei diversi indirizzi di studio e non saranno attivate nelle prime classi le sperimentazioni attualmente in atto.

RIORGANIZZAZIONE DELLE RETI SCOLASTICHE

Secondo il Piano occorre ricondurre l’autonomia scolastica agli Istituti con almeno 300 alunni. È previsto l’accorpamento delle sedi scolastiche con meno di 50 alunni e successivamente per quelle con meno di 100 alunni.

Le Regioni e gli Enti Locali, sono demandati a supportare ed agevolare le famiglie in questa fase, facendosi carico dell’attivazione di trasporti e dell’adeguamento delle varie strutture edilizie.

Anche questo aspetto, pur non coinvolgendo le famiglie sul piano dei contenuti della formazione dei bambini deve essere preso in considerazione dalle famiglie. È opportuno cercare di capire con i Comuni di competenza quali strumenti stanno sviluppando per facilitare l’accesso dei bambini alle strutture scolastiche.

RAZIONALE ED EFFICACE UTILIZZO DELLE RISORSE UMANE

In questa area si prevede di rideterminare la numerosità delle classi e ricalcolare anche il rapporto fra insegnante e numero di alunni.

L’obiettivo è di arrivare a 1 insegnante ogni 28 alunni.

È prevista inoltre l’abolizione delle codocenze e delle compresenze fra insegnanti, riconduzione  dell’orario delle cattedre a 18 ore settimanali, riduzione negli organici del personale tecnico e amministrativo e degli insegnanti di sostegno.

Anche qui la valutazione supera ovviamente il carattere organizzativo. Le compresenze erano state studiate anche per facilitare  la realizzazione del programma in classi sempre più numerose ed eterogenee.

Purtroppo è quotidiana l’esperienza di come i ragazzi con difficoltà ma senza  certificazione possano non essere agevolati dalla presenza di più persone in classe e tanto meno da percorsi individualizzati.

Allo stesso tempo è da capire che tipo di azioni sono previste in questo Piano per sostenere i ragazzi in difficoltà, senza che questo peso ricada ancora una volta solo sulle famiglie.

Al di fuori delle valutazioni  politiche è quindi importante che le  famiglie si confrontino con i Dirigenti scolastici di riferimento per cercare di capire nel concreto di ogni Istituto che tipo di trasformazioni verranno messe in atto dal prossimo anno scolastico e quali strumenti  di apprendimento saranno messi a disposizione dei bambini anche con peculiarità specifiche.

 Il disorientamento che provano le famiglie di fronte alle trasformazioni della scuola si ripercuotono anche sui bambini che non sanno che panorama si troveranno ad affrontare in futuro.

I genitori oltre a cercare di capire come sarà la scuola dei loro bambini, dovranno essere pronti a cogliere i segnali di disagio, che esprimeranno i ragazzi in diversi modi, e allo stesso tempo a riorganizzare la propria famiglia secondo nuovi ritmi, tenendo conto che ogni trasformazione porta inevitabilmente a momenti di fatica e scoramento.

Gli adulti cercano le soluzioni migliori per i problemi, e sarà così anche per i problemi che si presenteranno l'anno prossimo; devono però lasciare anche ai piccoli lo spazio per esprimere le proprie emozioni e sensazioni rispetto ai cambiamenti che si prospettano. Non è solo questione di organizzazione, è anche la comunicazione che deve essere coinvolta nel cambiamento, una comunicazione che renda partecipi tutti del progetto.

Per chi avesse voglia e tempo di approfondire l’argomento il testo completo del Piano Programmatico è consultabile su questo link:

www.edscuola.it/archivio/norme/varie/schema_art64l133.pdf