La storia di Mamma Uccello che lascia il proprio uccellino alle cure di qualcun'altro perchè lui abbia una famiglia è un storia che le famiglie adottive conoscono molto bene.

I bambini prima o poi pongono la fatidica domanda: "perchè mi hanno lasciato?" ed i genitori sanno di dover spiegare l'abbandono al proprio bambino. Spesso hanno paura di riattivare il dolore della perdita o di affrontare la rabbia che il figlio può provare per l'abbandono.

La storia di Mamma Uccello è una storia di amore e di una scelta dolorosa che alla fine Mamma Uccello compie per mettere al sicuro il proprio bambino e dargli la sicurezza ed il calore che lei non gli poteva garantire. Leggere questa fiaba insieme al proprio bambino significa accompagnarlo in un percorso di conoscenza e consapevolezza che parte lieve e dolce e arriva in profondità per costruire un'identità completa che tenga conto del passato e del presente.

Non sempre nelle storie dei bambini adottivi si può leggere l'abbandono come una scelta d'amore, tuttavia questa storia serve ai piccoli ed ai grandi per cominciare a riconciliarsi con ciò che è accaduto prima dell'arrivo in famiglia.

Per il bambino serve a capire che il distacco dalle figure di riferimento del passato è stato deciso per il suo bene, anche quando questo distacco ha comportato l'allontanamento dal suo Paese di origine, dalla sua lingua e da tutto quello che aveva conosciuto fino a quel momento e gli aveva dato sicurezza.

Per l'adulto serve a ricordare che nel passato del proprio bambino ci sono stati pericoli e sofferenza ma anche qualcuno che ha cercato di metterlo al sicuro.

L'adulto, come il bambino, può oscillare fra due posizioni: quella di condannare la famiglia di origine con le sue incapacità ed i suoi errori, sopratttutto nel caso di storie particolarmente traumatiche, oppure quella di assolvere la famiglia di origine, evidenziando solamente le fragilità e le condizioni di vita non facili.

I genitori adottivi nel momento in cui sapranno pacificarsi con la storia  del proprio bambino potranno trasmettergli la capacità di accettare il proprio passato. Il bambino potrà ripensare in modo nuovo i ricordi che ha e ciò che gli è stato raccontato e non ricorda. Questo gli può dare la possibilità di riconciliarsi con  i genitori biologici che non essere stati in grado di essere i suoi genitori.

Questa riconciliazione non è mai per sempre, fa parte di un percorso di costruzione di identità che va avanti per tutta la vita e si attiva in particolari momenti legati al ciclo vitale. Nell'infanzia si può partire con una fiaba come questa, mano a mano che il bambino cresce ci saranno altri strumenti che i genitori potranno usare per aiutarlo a costruire le proprie certezze.

 

 

Dott.ssa Paola Gambini - Psicologa- Via Gramsci, n. 56/5 Cadoneghe Cellulare: 3460910748 Mail: info@paolagambini.com