L'ansia, quando non invade completamente l'esistenza limitando la quotidianità, è una risposta fisiologica ed adattiva allo stress. L'organismo umano,  in effetti è programmato per identificare i segnali di pericolo nell'ambiente esterno e rispondere con l'attacco, la fuga. Nel momento in cui diventa un elemento invasivo nella quotidianità occorre invece prevedere un intervento che riporti la persona ad un funzionamento più equilibrato.

quali sono i sintomi che riconosciamo nell'ansia?

Dal punto di vista cognitivo ed emotivo:

  •   sentirsi nervoso
  •   risposte esagerate di allarme
  •   difficoltà di concentrazione
  •   sensazione di testa vuota
  •   difficoltà di addormentamento
  •   irritabilità
  •   paura di morire
  •   paura di perdere il controllo
  •   paura di non riuscire ad affrontare le situazioni

Dal punto di vista corporeo:

  • sensazione di soffocamento
  • palpitazioni
  • sudorazione, mani fredde
  • bocca asciutta
  • tremori
  • vertigini, sensazione di sbandamento
  • nausea/diarrea
  • vampate di calore/brividi
  • nodo alla gola

alla base di tutto c'è una sensazione di pericolo da cui non sappiamo difenderci e da cui non possiamo scappare.

imparare a gestire l'ansia significa imparare a dare il giusto significato e peso agli eventi del passato che continuano a influenzare anche il presente, in una sovrapposizione che crea confusione e attiva un meccanismo di sempre maggiore amplificazione dei sintomi.

Una delle difese razionali maggiormente usate contro l'ansia è il tentativo di tenere tutto sotto controllo, dai sintomi,  alla vita quotidiana familiare e lavorativa. Questo, se inizialmente può garantire un'impressione di maggiore lucidità e forza, a lungo andare provoca invece un aumento della sofferenza e dei sintomi, un aumento della rigidità di pensiero e dei meccanismi di controllo e quindi un aumento dell'ansia.

Interrompere il meccanismo però può apparire altrettanto spaventoso, soprattutto in quelle situazione dove sperimentare comportamenti sconosciuti o imparare a rileggere il significato degli eventi del passato appare un ulteriore elemento di pericolo da cui difendersi.

L'importanza dello stress, dei lutti, del maltrattamento e di altri eventi di vita negativi o pesanti come fattori rischio tuttavia è ormai riconosciuta all'interno della letteratura sull'ansia.

Il sostegno terapeutico ha l'obiettivo primario di alleviare i sintomi di sofferenza e poi andare ad agire sulla radice del problema.

Attraverso l'approccio EMDR integrato con il riferimento alla terapia familiare è possibile lavorare sul ricordo di alcune esperienze passate che possono aver contribuito all'insorgere dei sintomi, partendo dal ricordo delle prime volte in cui si è provata la sofferenza per desensibilizzare e neutralizzare le reazioni di ansia. E' importante poi poter collocare le esperienze angoscianti all'interno della storia familiare della persona. Le risposte che si danno all'ambiente infatti sono guidate dagli imput ricevuti all'interno del contesto di origine e per poter essere modificati, oltre che compresi, occorre cogliere il significato all'interno della narrazione familiare.

La terapia quindi si muove su un doppio livello, il qui ed ora che serve a liberare la persona, in un tempo rapido dei sintomi e poi il passato che deve essere compreso e interpretato da un nuovo punto di vista. Il terzo livello da programmmare insieme al paziente è il futuro immaginato senza sintomi.

 

Dott.ssa Paola Gambini - Psicologa- Via Gramsci, n. 56/5 Cadoneghe Cellulare: 3460910748 Mail: info@paolagambini.com